L’affitto transitorio a Torino è un tipo di locazione temporanea la cui domanda continua a crescere sia a livello regionale che nazionale.
Con un mercato delle locazioni che prevede da anni una richiesta maggiore rispetto alla disponibilità di immobili (e conseguente fenomeno di “caro affitti”), anche a causa delle tante proposte destinate ai soli turisti, i canoni relativi agli affitti transitori sono quelli che sono aumentati di più negli ultimi cinque anni.
L’affitto transitorio rappresenta una locazione temporanea non di tipo turistico della durata che parte da un minimo di 30 giorni a un massimo di 18 mesi. Il contratto transitorio è regolamentato dalla Legge 431/1998 del Decreto Ministeriale delle Infrastrutture e dei Trasporti.
L’uso transitorio coniuga le esigenze di stabilità e di flessibilità sia del conduttore, o inquilino, che del locatore, che può disporre della proprietà dopo meno di due anni. Vediamo cosa prevede questo contratto di locazione a breve termine, perché lo si usa e qual è la situazione degli affitti transitori a Torino.
Perché si sceglie l’affitto transitorio?
Il contratto d’affitto transitorio non può essere utilizzato per dare in fitto un immobile per una vacanza, nonostante la brevità della sua durata.
L’affitto transitorio è però utile in tanti casi diversi, come:
- trasferte lavorative temporanee o tirocini
- studenti di master o corsi di specializzazione
- ospitare persone la cui abitazione ha subito calamità naturali o che hanno bisogno di un’altra sistemazione per effettuare lavori di ristrutturazione alla casa di proprietà
- permanenza per cure mediche o assistenza ad altre persone
- famiglie o single che vorrebbero acquistare casa ma attendono che i mutui calino.
Qualsiasi sia la ragione per la necessità di un affitto transitorio, questa dovrà essere indicata tra le clausole del contratto.
Come funziona il contratto di affitto transitorio a Torino?
L’uso transitorio rappresenta uno dei tipi di contratti disponibili per affittare un immobile, come illustrato anche in questo articolo.
Il locatore deve redigere per iscritto il contratto di locazione ad uso transitorio adoperando l’apposito modello B allegato al D.M. 16/01/2017 del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.
Per ciò che riguarda il regime fiscale, la circolare 8 del 2017 dell’Agenzia delle Entrate indica che nei contratti ad uso transitorio per i comuni ad alta densità demografica come Torino si applica il regime della cedolare secca al 10%.
L’inquilino può cambiare la sua residenza temporaneamente utilizzando l’indirizzo della casa in affitto transitorio ma, se desidera effettuare modifiche all’immobile, dovrà richiedere il permesso del locatore. Quest’ultimo potrà sfrattare il conduttore in caso di morosità, come avviene per gli altri tipi di contratti.
La locazione ad uso transitorio si intende automaticamente conclusa al termine del periodo contrattualmente stabilito, senza che occorra una disdetta ufficiale.
In presenza di gravi motivi (come, ad esempio, la perdita del lavoro), l’inquilino può comunque recedere dal contratto con un preavviso da concordare tra le parti. Sebbene la legge non preveda un termine preciso entro cui procedere, può rivelarsi adeguato un preavviso di recesso di 1 mese se il contratto dura fino a 12 mesi, e di 3 mesi per quelli con durata superiore.
Affitto transitorio a Torino e in Italia
Chi non vuole o non ha le possibilità economiche per permettersi l’acquisto di una casa a Torino finisce giocoforza per optare per l’affitto.
Sul territorio nazionale, la difficoltà di riuscire a reperire un immobile con un contratto di affitto tradizionale a causa della loro scarsità ha portato ad una crescita dal 2019 ad oggi di circa il 16% sui canoni mensili, e del 50% su quelli delle locazioni brevi, con un valore in salita addirittura dell’88% per quel che riguarda gli affitti transitori.
L’affitto breve resta una soluzione locativa molto vantaggiosa, soprattutto per i proprietari che:
- temono di non ricevere il canone mensile
- hanno bisogno di occupare subito un immobile
- non intendono lasciarlo in fitto per troppo tempo con contratti che non gli permettono di tornare in suo possesso in caso di necessità immediata.
Per questi motivi a Torino, a ridurre la disponibilità di case da affittare per anni, da un lato ha contribuito il turismo, che ha fatto aumentare l’offerta di strutture adibite all’accoglienza di viaggiatori di passaggio (affitti brevi non transitori), e dall’altro la presenza in città di atenei, ospedali e altri tipi di centri lavorativi che hanno incrementato il numero di persone bisognose di abitazioni in cui trasferirsi temporaneamente.
Nei valori registrati tra il 2019 e il 2023, a Torino i canoni delle locazioni tradizionali mostrano un aumento del 16%, mentre quelli relativi alle locazioni brevi presentano una crescita del 51%, evidenziando così l’influenza che sta avendo il fenomeno di questo tipo di affitti anche nel contesto piemontese.
Sebbene attualmente (dati relativi al secondo trimestre del 2024) il capoluogo italiano con la maggior percentuale di affitti transitori sull’offerta complessiva sia Venezia, Torino compare comunque tra le prime posizioni, con un trend in crescita che non sembra voler scendere presto.
Come trovare un immobile in affitto a Torino
Che sia ad uso transitorio o meno, insieme al parametro del budget, ciò di cui una persona o la sua famiglia ha bisogno di scegliere è dove trovare la casa in affitto a Torino e provincia in base alle proprie esigenze.
Considerando le obiettive difficoltà che il mercato immobiliare attuale comporta, è ancora più opportuno rivolgersi ad un team di professionisti come quello di Panorama Casa, in grado di offrire una mano su più fronti: dal quartiere della città più adatto alla soluzione contrattuale migliore, avendo inoltre la possibilità di visionare tante opzioni convenienti da acquistare.
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