Panorama Casa Immobiliare BLOG

CONDIVIDI SUI SOCIAL

Direttiva UE case green a Torino: applicazione e scenari

Lo scorso 14 marzo c’è stata l’approvazione della direttiva sulle case green, che prevede il passaggio di tutti gli edifici residenziali europei alla classe energetica E entro il 1 gennaio 2030 e alla D entro il 2033. 

La manovra ha il nobile obiettivo di portare il 60% delle case all’autosufficienza energetica e a limitare la dispersione di elementi nocivi nell’ambiente. Purtroppo però le migliori intenzioni ecologiche dovranno fare i conti con la realtà di ogni stato membro: sono infatti molte in Italia  le abitazioni che partono da una classificazione di tipo G (la più bassa). Da parte sua il Governo dovrà indicare le linee guida da applicare per adeguare il consumo di energia, la sua ottimizzazione e l’implementazione delle fonti rinnovabili agli standard dettati dalla direttiva UE.

Inoltre la situazione case green a Torino appare come complicata perché si conta che almeno un edificio su due sia da rifare. In questo scenario anche chi sta cercando una casa da acquistare nel capoluogo piemontese o in provincia può trovarsi in difficoltà e chiedersi se:

  • valga la pena comprare un immobile da ristrutturare anche solo parzialmente ora
  • cercare una casa in affitto a Torino intanto che si attendono aggiornamenti su eventuali agevolazioni messe in campo dallo Stato per rinnovare gli immobili
  • acquistare direttamente una casa, esistente o in costruzione, che rientra nella classe energetica a cui tende la direttiva UE.

Vediamo allora brevemente in cosa consiste la direttiva case green e in che modo Torino è pronta ad accoglierla.

Perché una direttiva UE sulle case green?

Dai cambiamenti climatici allo stop ai motori a benzina dal 2035, il tema green è sulla bocca di tutti e ruota intorno ad ogni aspetto della vita quotidiana. La direttiva UE si colloca come una soluzione atta a frenare la grande quantità di emissioni inquinanti che producono gli immobili, che rappresenterebbe un grande risultato.

Resta tuttavia problematico il fatto che la direttiva promuove anche un’unificazione tra i paesi appartenenti all’Unione delle classi energetiche, cosa alquanto discutibile dal momento che appare difficile considerare allo stesso modo i consumi prodotti in ambienti dai climi molto differenti. 

Purtroppo però l’adeguamento ai nuovi standard ecologici, oltre ad arrecare non pochi grattacapi organizzativi ai vari stati europei per la loro applicazione, impegnerà molto le tasche di ogni singolo inquilino, a prescindere dalla sua volontà di partecipare all’iniziativa.

Per quanto riguarda gli immobili esentati dal provvedimento europeo abbiamo:

  • gli edifici storici
  • le case indipendenti con una metratura massima di 50 mq 
  • gli immobili abitati per massimo 4 mesi all’anno.

Il testo della direttiva UE lascia comunque la possibilità ai singoli paesi di derogare l’applicazione di quanto richiesto fino al 2037 a:

  • chi non ha le capacità finanziarie per fare interventi
  • coloro che non riescono a trovare imprese certificate per compiere questo tipo di lavori.

Case green a Torino: com’è la realtà piemontese

Attualmente si stima che a Torino il 65% dei trilocali in vendita siano di classe G, F ed E, ovvero le più basse, mentre a godere della migliore classificazione sono solo il 7% degli immobili. 

Le analisi degli Attestati di prestazione energetica (Ape) presentati nella provincia di Torino dal 2016 ad oggi dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile ENEA confermano che il 70,6% degli immobili andrebbe riqualificato per legge entro 10 anni e che ben 215 mila di questi sono stati costruiti prima del 1972. 

Come anticipato, quindi, il comparto immobiliare torinese potrebbe soffrire particolarmente dei rinnovamenti forzati imposti con la direttiva UE. Ma va anche detto che, in generale, tutta la penisola non parte da basi migliori. Le strutture italiane sono complessivamente più antiche della maggior parte di quelle presenti in altre nazioni dell’Unione perché la nostra politica di salvaguardia ha prevalso dove altri hanno demolito.  

Al giorno d’oggi, infatti, in Piemonte è da rifare un immobile su due e si stima che i costi derivanti dalla direttiva varieranno dai 20 ai 40 mila euro per unità immobiliare. Per questo motivo è comprensibile che chi ha intenzione di comprare casa a Torino esiti a farlo ora. Tuttavia, farsi guidare da un’agenzia immobiliare esperta e attenta ai movimenti di mercato come Panorama Casa permette di individuare gli immobili migliori al giusto prezzo anche in questo contesto di cambiamento. 

Un esempio di casa green a Torino: il Condominio 25 verde

Anche se regna un po’ di scetticismo sul fatto che si riesca a concludere i lavori per rendere la case green a Torino una realtà entro il 2033 visto l’alta percentuale di patrimonio immobiliare della città che ha più di 45 anni, esiste già almeno una struttura che funge da modello ideale da raggiungere: il Condominio 25 verde.

Situato in Via Gabriele Chiabrera, a pochi passi dal Parco Valentino e da San Salvario, il Condominio 25 verde rappresenta un esperimento riuscito di bioarchitettura sostenibile progettato nel 2007 da Luciano Pia. Si tratta di uno spazio completamente residenziale in cui convivono armoniosamente natura e necessità abitative. 

Oltre a costituire una particolarità decorativa in continua evoluzione e mai uguale a se stessa, i 150 alberi presenti forniscono un apporto di ossigeno quantificabile in 150 litri all’ora in grado di assorbire anidride carbonica e filtrare le polveri sottili.

L’efficienza energetica della struttura è affidata varie pratiche come:

  • isolamento a cappotto
  • pareti ventilate
  • protezione dall’irraggiamento solare diretto
  • utilizzo di impianti di riscaldamento e rinfrescamento che sfruttano l’acqua di falda
  • raccolta dell’acqua piovana destinata all’irrigazione del verde condominiale.

A Torino qualunque progetto di ristrutturazione non può più prescindere dall’aspetto energetico e raggiungere almeno in parte i risultati green del Condominio 25 verde sarebbe una grande conquista.

La ragione per cui l’UE spinge all’applicazione della direttiva case green va ricercata nella volontà di affrancarsi dall’importazione di risorse energetiche dai paesi che non appartengono all’Unione (soprattutto Russia). L’Italia purtroppo rappresenta anche una delle nazioni che importano più energia dall’estero.

Come trovare una casa ecologica a Torino?

Nel frattempo che si troveranno le vie migliori e più indolori a livello economico per mettere in pratica le indicazioni della direttiva UE, esistono comunque molte soluzioni abitative adeguate a livello energetico da poter acquistare o affittare a Torino e provincia. Panorama Casa ti aiuterà a riconoscerle e ad evitare spiacevoli sorprese. Chiama lo 0117717047 o contattaci tramite il form in basso per conoscere cosa offre il mercato torinese.